Il jūjutsu è un’arte di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del nome originale giapponese: Hey yo shin kore do, ovvero “Il morbido vince il duro”.
In molte arti marziali, oltre all’equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel jujitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall’avversario. Più si cerca di colpire forte, maggiore sarà la forza che si ritorcerà contro. Il principio, quindi, sta nell’applicare una determinata tecnica proprio nell’ultimo istante dell’attacco subito, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l’avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto.
Il Ju Jitsu è un’arte marziale completa. Si basa sul principio di vincere l’avversario con ogni mezzo, e col minor dispendio di energie. L’armonia e la grazia controllano la forza bruta, e la forza e foga dell’avversario vanno sfruttate a proprio favore. La cedevolezza è il principio che contraddistingue il Ju Jitsu, il non opporre resistenze dirette.
Le tecniche del Ju Jitsu sono molteplici. Tutto il combattimento è contemplato.

Chi lo può praticare?

Tutti possono praticare il Ju-Jitsu; i bambini (a partire da 6 anni), i ragazzi, uomini e donne di salute normale che non presentino controindicazioni alla pratica sportiva non agonistica.

Benefici

Dal punto di vista fisico i benefici riguardano lo sviluppo armonico (soprattutto nell’adolescente), l’aumento del tono muscolare, il miglioramento di funzioni come la coordinazione, la mobilità articolare, la resistenza, la velocità ed i riflessi. Il corpo esercita una ginnastica completa e ricreativa, non dimenticando le stimolazioni metaboliche e neuroendocrine. Grazie alla pratica si acquisisce in socievolezza e sicurezza interiore con benefici psichici, quali la creatività , l’autocontrollo, il rispetto per l’avversario, la conoscenza più approfondita del proprio IO: in ultima analisi un equilibrio tra livello fisico, emozionale e mentale.
La pratica sportiva, infine, ci permetti di occupare l’attenzione (in modo particolare dei giovani) evitando distrazioni pericolose. L’atleta è “spinto” a imitare i soggetti più preparati, al miglioramento continuo acquisendo una sorta di mentalità positiva che sarà senz’altro utile anche nella vita.

Obiettivi

Con il Ju-Jitsu si raggiunge una buona forma fisica, il controllo delle attività mentali (concentrazione, calma, equilibrio) e un’ottima capacità di difesa personale. Inoltre, per chi lo desidera, un’intensa attività agonistica a livello nazionale e internazionale.

In particolare: da 6 a 15 anni si persegue un obiettivo propedeutico di formazione fisica, educativa e sociale; da 15 a 18 anni si tende ad un affinamento della forma fisica, psichica e comportamentale, nonché, per chi manifesta particolare predisposizione, l’attività agonistica; dai 18 anni, giunti al consolidamento fisico, mentale e tecnico, l’atleta può scegliere diverse specializzazioni: agonismo, insegnamento tecnico, arbitraggio federale.

Il metodo Bianchi

Gino Bianchi Il metodo bianchi è un metodo di studio del Ju Jitsu sviluppato in Italia; una sorta di ju jitsu italiano con radici comunque nel ju jitsu nipponico.

GinoBianchi
Gino Bianchi

Il maestro genovese Gino Bianchi fu infatti negli anni ’40 il grande divulgatore italiano del ju jitsu (che aveva appreso in estremo oriente da militari nipponici) formando un gran numero di allievi e futuri maestri. Uno di questi, il maestro Orlandi, a scopo didattico riorganizzò lo stile in cinque settori di 20 tecniche ciascuno. In anni più recenti (1985) ed in ambito federale vennero infine aggiunti i “concatenamenti” che sulla base di una eventuale reazione dell’avversario ad una azione difensiva iniziale, studiano le possibili transizioni tra le diverse tecniche. Concettualmente i “Settori” sono analoghi ai kata delle scuole tradizionali di jujitsu: si tratta di azioni complesse comprendenti azioni più semplici e principi estrapolabili per azioni reali e di autodifesa.

Come detto i Settori del Metodo Bianchi sono cinque:

  • il Settore “A” comprende le azioni elementari che introducono alla conoscenza delle reazioni di un avversario;
  • il Settore “B” tratta le azioni che attraverso lo studio dello sbilanciamento mirano al caricamento, sollevamento e proiezione dell’avversario;
  • il Settore “C” esamina le azioni che agiscono sulle articolazioni (leve articolari);
  • il Settore “D” è dedicato alle azioni sul collo dell’avversario (compressioni, flessioni, appesantimenti);
  • il Settore “E” fonde le azioni dei primi quattro introducendo azioni più vicine alle applicazioni in difesa personale.
Metodo Bianchi

Kata

Il kata consiste nell’esecuzione di esercizi con movimenti preordinati. In questo modo è stato possibile preservare e tramandare nel corso dei secoli la purezza delle tecniche di difesa e di attacco.

Le varie tecniche insegnate vengono suddivise all’interno dei kata secondo un preciso ordine logico.

  1. Gyaku no kata studio delle tecniche di difesa a mani nude
  2. Nage no kata studio delle tecniche di difesa a mani nude
  3. Oku no kata studio delle tecniche di difesa a mani nude
  4. Yoshin no kata studio delle tecniche di difesa a mani nude
  5. Omote no kata studio delle tecniche di difesa a mani nude
  6. Tanto dori no kata studio delle tecniche di difesa da attacchi di pugnale
  7. Hambo no kata difesa con bastone corto su attacco di katana
  8. Bo no kata studio dei movimenti di difesa con bastone lungo
  9. Kodachi no kata difesa con wakishazhi contro attacco di katana
  10. Cho bo kumitachi difesa con il bo contro attacco di katana
  11. Tachi dori difesa a mani nude contro attacco di katana
  12. Yoshin iai no kata studio delle forme di estrazione e attacco con la katana
  13. Scuola Toyama ryu studio delle forme di estrazione e attacco con la katana